Finalmente il giorno è arrivato, partiamo alle 7 circa da Perarolo di Cadore e in 45 minuti circa siamo a Cortina, c’è gente , movimento, formicolio di persone ovunque che camminano, li vedi che sono tutti runners, chi più chi meno, ma tutti emozionati, io compreso.

Scendiamo dalla macchina nei pressi dello stadio Olimpico, e facciamo appena in tempo a capire dove dobbiamo andare che vediamo il primo gruppo di atleti che si sta già spostando in modo ordinato dallo stadio verso il centro. Sono i top runners davanti e poi tutti quelli che sono i runners veloci, comunque sia un fiume di gente.

Un attimo di pausa li separa dal secondo gruppo ancora più numeroso, questa volta sono i runners con pettorale azzurro, il mio gruppo, mi ci intrufolo e in 15-20 minuti siamo in centro.

Dietro di noi ci sono tutti gli altri del gruppo con i pettorali di colore verde, credo il gruppo più numeroso.

Siamo in centro e sono le 8.45, la partenza per noi azzurri é fissata per le 9.05, ho tempo per qualche scatto e l’immancabile tappa in bagno.

9.00 partono i top runners e il primo gruppo dei veloci, ne frattempo gli speaker iniziano a caricare il gruppo degli azzurri, ci avviciniamo alla partenza. Volano i minuti e con loro i secondi, colpo di pistola e si parte. Il rumore delle scarpe per le vie del centro di Cortina, le chiacchiere di chi sa di avere fiato sono tutti rumori che ascolto ma che non mi danno fastidio, se ne vanno due kilometri sull’asfalto e non me ne accorgo.

Facciamo una piccola salita, qualche decina di metri, quello che basta per sentire i muscoli delle gambe che si induriscono, nel frattempo il sole inizia a scaldare la pelle delle braccia e della testa, entriamo in un boschetto, l’ombra è fresca la gente intorno a me non cambia, bene penso, vuol dire che non sto rallentando. Controllo l’orologio e mi accorgo che siamo già al quinto chilometro. Considerando che la corsa è ancora lunga penso che sto andando bene dato che sono sui 6 primi al chilometro.

I chilometri iniziano ad accumularsi, ma si passa per una, poi due gallerie con un livello di suggestione altissimo, buio, umidità, qualche lampadina che però non ti permette di vedere il terreno dove metti i piedi e di fatti quello dietro di me cade rovinosamente a terra, me ne accorgo, inizio a gridare ‘uomo a terra’ prima che la folla lo investa, nel frattempo si rialza , ringrazia che nessuno lo abbia pestato e riparte.

Usciamo dalla galleria saremo più o meno al nono chilometro e c’è un ponte in legno bellissimo , sotto di noi lo strapiombo. Il tutto all;orba dei pini anche se non freschissima.

Arriviamo al 15 chilometro, fin qui tutta lieve salita, e siamo a cima Banche, sento qualcuno dalla gente che si ferma a guardare che dice che il più è fatto e adesso è tutta discesa. Bene penso, ora sfrutterò la forza di gravità per arrivare a Dobbiaco, ho ancora molto fiato e non mi sento stanco.

Mi sbagliavo, il caldo e il sole cocente della seconda parte di gara rendono la discesa un inferno, dopo il ventesimo chilometro ho le gambe dure e sembrano di roccia. Guardo il paesaggio e siamo vicini alle tre cime di Lavaredo. Che spettacolo! Mi fermo e scatto sto selfie che diciamo ci voleva.

Riparto, le gambe sono sempre dure, ma mi metto in testa che mancano solo 10 km e devo farcela, arrivo al ristoro, mi fermo, bevo sali e acqua in abbondanza, mangio (un gel di carboidrati pronto all’uso) una banana e riparto. Passano tre chilometri, non ce la faccio più il caldo mi consuma e mancano ancora due chilometri al prossimo ristoro, decido di camminare uno. E così cammino. Riparto pian piano e arrivo al ristoro, so che mancano solo 5 chilometri. Bevo molto e per assicurarmi di arrivare mi prendo una bottiglia d’acqua al ristoro e me la porto con me. Faccio un km, ne faccio quasi un altro ma non ce la faccio più rallento, recupero energie e faccio nel frattempo un altro km ad un ritmo da lumaca. Mi sento meglio, ritorno quindi ad un ritmo più alto sento che manca poco e di fatti mancano poco meno di due chilometri, penso che tra pochissimo vedrò il traguardano e di fatti manca solo un chilometro, un sacco di gente é scesa in strada, finalmente vedo il grand Hotel, entro nella cancellata, sento bene la voce degli speaker, che leggono i tempi e qualche nome, mancano davvero pochissimi metri e finalmente passo sotto all’arrivo.

É finita, ma me la sono goduta, 3h 18 minuti 41 secondi. Speravo di farcela in medo di tre ore, sarà per l’anno prossimo ora che so come è!